Ho la pagina Instagram: mi serve davvero anche un sito web?

Instagram ti fa conoscere, ma il profilo non è tuo e non compare su Google. Ecco quando i social bastano, quando no, e come farli lavorare insieme al sito.

È la domanda che mi fanno più spesso le attività di Napoli che lavorano bene sui social: "Su Instagram ho già duemila follower e i clienti mi scrivono in direct, che me ne faccio di un sito?"

È una domanda legittima, e la risposta non è automaticamente sì. Ma quasi sempre chi la pone sta confrontando due strumenti che fanno lavori diversi, come se dovesse sceglierne uno.

Instagram e il sito rispondono a due momenti diversi

Ci sono due tipi di persone che possono diventare tuoi clienti.

La prima non sa che esisti. Scorre il telefono, incrocia un tuo contenuto, si incuriosisce. Questo è il terreno dei social, e nessun sito web lo sostituisce: Instagram è bravissimo a farti conoscere da chi non ti stava cercando.

La seconda ha già un bisogno preciso e lo sta cercando adesso. Apre Google e digita "fotografo matrimoni Napoli" o "palestra aperta la domenica Vomero". Questa persona è pronta a spendere, e in quel momento il tuo profilo Instagram non compare da nessuna parte.

I social ti fanno conoscere, il sito ti fa scegliere da chi ti sta già cercando. Sono due momenti diversi dello stesso percorso, e coprirne solo uno significa lasciare per strada l'altro.

Su Google i social contano pochissimo

Questo è il punto che sorprende di più. I contenuti che pubblichi sui social sono in gran parte fuori dai risultati di ricerca: Google indicizza pochissimo di ciò che sta dentro le piattaforme, e non ti mostra per le ricerche che contano davvero, quelle fatte da chi cerca un servizio nella tua zona.

Il tuo profilo può comparire se qualcuno cerca il nome esatto della tua attività. Ma chi cerca il tuo nome esatto ti conosce già: non è un cliente nuovo. Tutte le ricerche del tipo "servizio + città", quelle che portano persone che non ti hanno mai visto, le vincono le attività che hanno un sito e una scheda Google curata. Su come funziona questo meccanismo ho scritto una guida dedicata: farsi trovare su Google a Napoli.

Il profilo social non è tuo

C'è poi una questione di proprietà che si capisce solo quando è troppo tardi.

Il tuo account Instagram sta su una piattaforma che non controlli. Può essere bloccato per un errore automatico, hackerato, segnalato a torto da un concorrente, e dall'altra parte non c'è un'assistenza vera a cui telefonare. Ho visto attività perdere anni di contenuti, la lista dei contatti e tutte le conversazioni con i clienti nel giro di una mattinata.

Cambia anche ciò che non dipende da te: l'algoritmo decide quanti dei tuoi follower vedono un post, e negli anni quella percentuale è solo scesa. Hai costruito un pubblico, ma per raggiungerlo devi passare da qualcun altro.

Il sito è l'unico spazio online che possiedi davvero. Il dominio è intestato a te, i contenuti sono tuoi, i contatti che raccogli restano tuoi anche se domani una piattaforma chiude o cambia le regole.

Cosa fa il sito che il profilo non può fare

Anche quando i social funzionano bene, si fermano dove inizia il lavoro di convincere:

  • Spiegare i servizi per esteso, con prezzi, tempi e modalità, invece che a pezzi sparsi tra le storie
  • Mostrare i lavori in modo ordinato, navigabile per categoria e non in ordine cronologico inverso
  • Rispondere alle domande frequenti senza che tu debba scrivere la stessa risposta in direct venti volte
  • Raccogliere richieste e prenotazioni anche alle due di notte, in un modulo che finisce nella tua email invece che in una casella messaggi affollata
  • Dare credibilità a chi ti sta valutando insieme ad altri due o tre concorrenti

Quest'ultimo punto pesa più di quanto sembri. Per un cliente che deve affidarti un lavoro importante, un'attività con un sito proprio e una con solo un profilo social non trasmettono la stessa serietà, a parità di bravura.

Quando i social davvero bastano

Per onestà, ci sono casi in cui il sito può aspettare.

Se vendi qualcosa di puramente visivo e d'impulso, lavori solo su ordini diretti in chat, hai già più richieste di quante ne puoi gestire e non ti interessa crescere, allora un profilo curato e una scheda Google completa possono bastare per un po'. In quel caso il primo passo giusto è gratuito: sistemare la scheda Google attività, che ti fa comparire nella mappa senza spendere nulla.

Il sito diventa necessario quando vuoi smettere di dipendere dall'algoritmo, quando i clienti iniziano a farti sempre le stesse domande, o quando ti accorgi che chi cerca il tuo servizio su Google trova sistematicamente qualcun altro.

Come farli lavorare insieme

La configurazione che funziona meglio è semplice: i social attirano, il sito converte.

Usi Instagram per farti conoscere e mostrare il dietro le quinte, e metti il link al sito nel profilo. Chi si incuriosisce approfondisce sul sito, dove trova tutto in ordine e un modo chiaro per contattarti. Chi invece ti cerca su Google atterra direttamente lì. Il sito diventa il punto di arrivo di tutto il traffico, da qualunque parte venga.

Non serve iniziare in grande. Per molte attività una singola pagina ben costruita, con servizi, lavori, recensioni e un modulo di contatto, copre già il grosso del problema e si amplia in seguito. Sui costi reali ho scritto un articolo dedicato: quanto costa un sito web a Napoli.

Se lavori in una categoria dove Instagram pesa molto, come la fotografia o il fitness, il modo di impostare il sito cambia parecchio: ne parlo nelle pagine su siti web per fotografi a Napoli e siti web per palestre e centri fitness a Napoli.

In sintesi

Instagram non è in competizione con il tuo sito. Ti porta persone che non sapevano di volerti, il sito raccoglie quelle che ti stanno già cercando e le convince. Chi usa solo il primo lavora bene su metà del percorso e regala l'altra metà ai concorrenti. Su come imposto un sito con questo obiettivo trovi il metodo che seguo.


Hai un profilo che funziona ma nessun posto dove mandare chi ti cerca su Google? Contattami e vediamo insieme cosa ti serve davvero, senza impegno.

Domande frequenti

Risposte rapide alle domande più comuni su questo argomento.

Se ho già una pagina Instagram o Facebook, mi serve comunque un sito web?

Nella maggior parte dei casi sì, perché fanno due lavori diversi. I social ti fanno conoscere da chi non ti sta cercando, il sito convince chi ti sta già cercando e compare su Google quando qualcuno digita il tuo servizio più la tua città. Senza sito sei invisibile proprio nel momento in cui il cliente ha deciso di comprare.

Perché il profilo Instagram non basta per farsi trovare su Google?

I contenuti dei social sono quasi del tutto esclusi dai risultati di ricerca: Google indicizza pochissimo di ciò che pubblichi lì e non ti mostra per ricerche tipo 'fotografo matrimoni Napoli'. Il profilo può comparire cercando il nome esatto della tua attività, cioè solo da chi ti conosce già.

Quanto costa un sito se ho un budget piccolo e vivo di social?

Non serve partire da un sito completo. Una singola pagina ben fatta, con servizi, prove di lavoro e un modulo di contatto, sta in genere tra gli 800 e i 1.500 euro e copre già il grosso del problema. La si può ampliare in seguito, quando l'attività cresce.

Rischio davvero di perdere il mio profilo social?

Succede più spesso di quanto si pensi: account bloccati per errore, hackerati o segnalati a torto, senza un'assistenza vera a cui rivolgersi. In quel caso perdi contatti, messaggi e anni di contenuti in un colpo solo. Il sito e la lista dei contatti restano tuoi in qualsiasi caso.